L'addormentamento: la routine che funziona (e perché non va cambiata)
Non devi inventare niente. Devi ripetere esattamente quello che fanno a casa.
La sera è il momento in cui i bambini sentono di più l'assenza dei genitori, ed è anche quello in cui una persona nuova viene messa alla prova. La buona notizia: non serve talento, serve ripetere.
Fatti spiegare la sequenza esatta
Ogni famiglia ha la sua, ed è quasi sempre la stessa da mesi: cena, bagno, pigiama, denti, una storia, luce soffusa, un oggetto specifico nel letto. Chiedila nell'ordine preciso e non improvvisare varianti. Per un bambino quella sequenza è il segnale che si dorme.
Gli errori che allungano tutto
- Giochi movimentati nell'ultima mezz'ora
- Schermi vicino all'ora della nanna, salvo diversa indicazione dei genitori
- Luce piena in camera
- Contrattare: «ancora cinque minuti» diventa sempre venti
- Rispondere a ogni richiamo. Dopo la buonanotte si può rientrare, ma brevemente e senza accendere la luce
Se chiede dei genitori
Rispondi la verità, con calma e senza drammi: sono usciti, tornano stasera, tu resti qui. Le frasi vaghe o le bugie generose («tornano subito») producono più ansia, non meno.
Sicurezza nel sonno
Per i più piccoli valgono le indicazioni che ti daranno i genitori, e vanno seguite alla lettera: come va messo nel letto, cosa può restare nella culla, la temperatura della stanza. Non aggiungere cuscini, peluche o coperte di tua iniziativa.
Quando si è addormentato
Non sparire in un'altra parte della casa con le cuffie. Controlla, resta raggiungibile, e annota l'ora: al rientro i genitori vorranno sapere quella e quanto ci è voluto.
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